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Londra, 19 agosto 2014

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E così ce l’abbiamo fatta. Roba da non credersi.

Ma non starò a dilungarmi su quanta strada è stata fatta, quanto tempo speso e quante energie impiegate nel portare VEGEtables a diventare Disciplina Ufficiale del Mind Sports Olympiad. Buona parte di chi leggerà queste righe mi ha già sentito raccontare questa cosa troppe volte e rischio di diventare noiosetto.

Chi non l’ha mai sentita, vada tranquillo: prima o poi gli toccherà.

Userò questo spazio per la cronaca a cui è preposto: il torneo olimpico. Ma, prima, qualche dettaglio sull’edizione 2014 (la diciottesima) del MSO (lasciatemelo scrivere così che ripeterlo tutte le volte è davvero pesante).

 

Anzitutto il cambio di sede: c’è sicuramente l’intervento di Etan Ilfield (uno dei principali organizzatori del MSO) dietro il trasloco dalle sale della University of London Union verso il JW3 di Finchley Road

Una location molto più “bella” nel senso estetico, ma non da far gridare al miracolo per quanto riguarda gli spazi a disposizione. E’ vero che le sale disponibili sono sempre state più che sufficienti ad accogliere i giocatori di tutti i tornei, ma una sala “di analisi” piuttosto che un po’ di spazio per “gioco libero” avrebbero fatto molto comodo e avrebbero sicuramente ottenuto un importante apprezzamento da tutti.

Sulla sede chiudo con un paio di note, decidete voi se positive o negative: l’ispezione TUTTI i giorni di borse e zaini, all’ingresso, e il ristorante al piano interrato, molto particolare nel menù, ma anche un po’ troppo costoso.


 

 

 

 

 

E veniamo al “VEGEtables Blue Team”. Marco Campini, ottimo scacchista che concede al mio gioco un po’ del suo prezioso tempo, Carlo Sgambati con le figlie Barbara e Sara (in rigoroso ordine alfabetico) che oltre a frequentare con assiduità i tornei di VEGEtables hanno anche una forza di gioco notevolissima, Caterina Facchini, mia nipote, recente acquisto delle gare di VEGEtables e che ha dimostrato di poter competere con i più forti senza timori e per ultima, ma solo per dovere di ospitalità, mia moglie Maria, che sempre mi accompagna nelle manifestazioni più importanti e condivide quest’avventura ludica con passione ed entusiasmo.

A questi sei giocatori si sono aggiunti 4 inglesi: il giovanissimo Edmund Smith, Emily Watson vincitrice del torneo dimostrativo 2013, David Pearce grandissimo vincitore di ben due Pentamind e quasi imbattibile nei giochi a “informazione completa” e Matthew Hatthrell, fortissimo giocatore multidisciplinare che, nonostante la giovane età (rispetto a me, intendo, mica è un ragazzino), è un profondo conoscitore di moltissimi giochi.


Sono stato soddisfatto anche della direzione del torneo, pur essendo alla mia prima esperienza da arbitro/organizzatore in questo tipo di contesto, anche perché rispetto al torneo demo dell’anno scorso qui la formula è cambiata pesantemente: dal gioco a 4 che tutti conoscono siamo passati alla variante (da torneo) per due giocatori, dove la “quota fortuna” è ridotta al lumicino e le doti di memorizzazione, concentrazione e calcolo vengono spremute come limoni.

Dal punto di vista tecnico il torneo è stato organizzato con un sistema di abbinamento in stile "italo-svizzero" (non sto a spiegarlo, lo scrivo per gli addetti ai lavori) che fortunatamente so gestire anche a mano senza bisogno di un computer. Ho inoltre deciso di assegnare 1 punto al giocatore che vince la partita (cioè colui che ha il punteggio più alto quando uno dei due chiude la manche) e di dirimere eventuali casi di parità con uno spareggio tecnico ricavato dalla somma dei punti ottenuti nei sei turni di gioco.


Dal sorteggio esce un primo turno quantomeno curioso: quattro tavoli su cinque vedono scontrarsi italiani e inglesi.

E la preparazione dei mesi precedenti dà i suoi primi frutti, perché i nostri vincono tutte le partite e la partenza non poteva essere migliore.

Come ben sanno gli appassionati di questo genere di eventi, non basta però vincere la prima partita per portare a casa la vittoria finale…

Il match più interessante lo gioca Caterina, che si concede il lusso di battere Emily chiudendo ben tre "famiglie", ma il loro scontro va davvero troppo per le lunghe: dal secondo turno si mette l’orologio, 15 minuti a testa.


Al secondo turno Caterina si sbarazza di Marco con impressionante freddezza e Maria, dopo la vittoria su Barbara al primo turno, batte anche Sara, l'altra gemella.

A fine turno abbiamo quindi un terzetto a punteggio pieno, visto che al duo "zia-nipote" si aggiunge Carlo, che ha avuto vita facile col giovane Edmund, il quale si sta rapidamente rendendo conto che per giocare un torneo di questo tipo non si può aver imparato il gioco il giorno prima...

David e Matthew vincono la loro prima partita ed era davvero importante riuscirci: avendo perso al primo turno si sono messi in una posizione delicata: per mantenere accese delle speranze di successo, devono assolutamente evitare di perdere altri punti preziosi.


Terzo turno: Carlo porta avanti una performance davvero notevole a spese di Caterina, ma il blocco britannico ha preso le dovute contromisure e si porta a casa tre risultati importanti. Notare al tavolo 2 come David ha brillantemente usato la chiusura di tre "famiglie" per vincere il match nonostante la chiusura finale se la fosse aggiudicata Maria, ma è il punteggio più alto che decreta il vincitore! Interessante l'en plein di Matthew con Barbara, mentre Emily, in buon recupero, dà un brutto colpo ai sogni di gloria di Marco, che con due sconfitte consecutive si trova, a metà torneo, in una posizione molto difficile da recuperare.


Al quarto turno lo scontro al vertice vede nuovamente Carlo vittorioso. 4 su 4 sono davvero un risultato importante e la strada verso una medaglia è davvero spianata.

Gli inglesi, però, si fanno minacciosi: Matthew porta a casa un altro "160 a zero" e David dimostra di avere capito molto bene l'importanza della "chiusura": questa partita con Caterina sarebbe addirittura finita PARI, ma le tre "famiglie" chiuse danno il punto al campione inglese.

Barbara mette uno stop definitivo alle possibilità di Marco e Emily castiga il povero Edmund, che non riesce proprio a entrare in partita...

Vediamo la classifica, mettendo in chiaro anche il progressivo dello spareggio tecnico che va formandosi:


Il quinto turno è la vera finale. Lo scontro tra Carlo e Matthew è decisivo con qualsiasi risultato: se vince Carlo allora la medaglia d'oro non gliela può più levare nessuno. Se si impone Matthew il torneo si riapre e mille risultati diventano possibili.

Quali elementi abbiano favorito la vittoria dell'inglese è difficile dirlo con precisione. Carlo aveva dalla sua una eccellente preparazione, Matthew poteva contare sull'esperienza agonistica frutto di molti anni di gioco ad altissimi livelli, con la consapevolezza di saper affrontare la tensione e la fatica di un torneo così impegnativo.

Una condotta di gioco un po' azzardata, raccogliendo dal pozzo comune anche qualche carta al buio, l'ha premiato (come lui stesso ammetterà successivamente e voi potete leggere i suoi commenti CLICCANDO QUI.)

Quelle tre famiglie chiuse da Matthew avranno un peso importante nel risultato finale del torneo: 90 punti che faranno la differenza.

Da notare anche la rinascita di "Caterpillar" Barbara, che riesce a mettere sotto David (e anche per lui le possibilità di conquistare una medaglia si fanno davvero modeste), e la vittoria di Maria su Emily: guadagnando questo punto entrambe raggiungono una situazione di classifica assai interessante, che potrebbe far raggiungere traguardi importanti, ma tutto dipende dal sesto e ultimo turno.


Tutti sono stanchi: siamo ormai a quasi quattro ore di gioco ininterrotto, e lo stress si fa sentire.

Sia Matthew che Carlo vincono la loro partita e chiudono a 5 punti, ma lo spareggio tecnico premia il giovane inglese proprio per quei "maledetti 90 punti" accumulati nello scontro diretto, in assenza dei quali si sarebbe anche potuto proporre una partita di spareggio, ma non ce n'è stato bisogno: Matthew ha vinto meritatamente e l'argento di Carlo, pur se un po' amaro, resta comunque un risultato fantastico, che fa da apripista a un ritorno nel 2015 per cercare di migliorarsi.

Due note importanti: una mette in evidenza il meraviglioso terzo posto conquistato da Maria, che ha battuto Marco. Una medaglia di bronzo "in famiglia" che rende onore al pesante allenamento a cui l'ho sottoposta durante l'estate.

L'altra menzione speciale è per mia nipote Caterina, che ha generosamente concesso a Edmund di avere un po' di soddisfazione e di tornare a casa contento.

E' finita. L'arbitro si ritira a compilare classifiche e scartoffie burocratiche. Appuntamento alle 18 per la premiazione.


Ho passato un buon numero di serate ad allenare “la squadra” e, sotto il profilo della preparazione tattica e teorica, tutti loro potevano ambire a un risultato importante. Solo un ingrediente non potevo aggiungere, perché è l’unico che si “assorbe” individualmente con anni e anni di esperienza: reggere la tensione agonistica del torneo.

Se poi aggiungiamo lo stress derivante dall’uso dell’orologio e dallo sforzo di concentrazione necessario per il gioco a due di VEGEtables, allora possiamo capire come Matthew, Emily e David, non espertissimi di VEGEtables, ma navigati frequentatori di tornei di tutti i tipi, abbiano potuto tener testa ai giocatori italiani.

Sono molto soddisfatto e molto orgoglioso di poter vedere il mio gioco su un palcoscenico così importante. Come ho già detto più volte, non me lo sarei mai immaginato.

E adesso che quest'esperienza è stata vissuta completamente, in attesa del ritorno nel 2015, si riprende con le fiere e i tornei della nuova stagione di gioco, che ci porterà, a giugno del prossimo anno, a conoscere il Master di VEGEtables

Grazie a tutti quelli che ci hanno sostenuto: essendo presenti a Londra con noi, avendo giocato tutto l'anno o avendo anche solo mandato un sms. Il vostro sostegno ci dà un buon motivo per andare avanti.