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Londra, 27 agosto 2015

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Mind Sports Olympiad 2015, Vege tables torna protagonista sulla scena di Londra per il secondo torneo della sua vita da Disciplina Ufficiale.

Come l'anno scorso 10 giocatori si sono dati battaglia per quasi tre ore, in sei impegnative partite "1 contro 1".

A punteggio pieno, confermando la sua straordinaria abilità multidisciplinare, Matthew Hatthrel si è aggiudicato anche quest'anno la medaglia d'oro: se avete voglia di sapere qualcosa di più, continuate a leggere.

Finchley Road è un'importante arteria della viabilità londinese che si estende nella parte nord ovest della metropoli: usando la linea grigia della metropolitana si arriva rapidamente verso il centro della città, così come ad alcune importanti stazioni di scambio verso le altre linee urbane.

Al numero 341 si trova il JW3, un centro culturale di ispirazione ebraica che dispone di numerose e ampie sale adattissime a ospitare il Mind Sports Olympiad: e anche quest'anno eravamo lì.

Quest'anno, fra l'altro, si disponeva di una saletta per il gioco libero, in cui si poteva liberamente accedere per imparare i giochi e ne approfitto per ringraziare l'amico Paco De La Banda (peraltro grande campione multidisciplinare e vincitore del Pentamind 2010) che ha ottimamente appreso la tecnica di spiegazione del mio Vege tables e l'ha mostrato e giocato non so quante volte con gente di tutto il mondo.

Lo considero un grande onore, perchè quest'uomo ha realizzato il suo sogno: ha mollato il suo lavoro (e il ricco stipendio) da dirigente d'azienda e va nelle scuole di Gran Canaria a insegnare giochi ai bambini: dagli scacchi ai più famosi board games.

Guadagna un decimo di prima, ma è felice. E vederlo con le mie carte in mano mi entusiasma: mi sono reso disponibile a organizzare un evento sulla sua isola... sarebbe favoloso poter collaborare con un giocatore di questo calibro.

In questa foto è all'opera con un gruppo di ragazzi coreani che faceva parte di una grossa squadra (più di trenta persone) che è venuta a Londra per misurarsi con i campioni occidentali di molte specialità... chissà se un giorno giocheranno anche a Vege tables!


La squadra italiana di quest'anno aveva cinque potenziali giocatori, ma solo tre sono scesi in campo per cercare di battere il campione inglese.

Costretta da un dolore al nervo sciatico a non restare seduta per più di due/tre minuti, Maria Silvia (moglie di Michele e mamma di Matilde) non era proprio nelle condizioni di mettersi a giocare per tre ore, mentre Maria, mia moglie, già vincitrice della medaglia di bronzo nel 2014, è rimasta ad aiutarmi nell'organizzazione del torneo per non dover gestire una gara con un numero dispari di giocatori, che avrebbe innescato il meccanismo del "Bye", legittimo ma poco gradito.

Ai tavoli da gioco si sono quindi seduti: la giovanissima Matilde Servalli col papà Michele (già vincitore del Master 2013) e Stefano Cavicchi, vecchio amico dai tempi di scuola che da un paio d'anni si è appassionato a Vege tables e che qualche mese fa era uno dei finalisti del Campionato Italiano.

Il resto del mondo era quasi tutto inglese. Nella prima foto c'è James Happel, alla sua prima esperienza con Vege tables e grande candidato al Pentamind di quest'anno, poi tre vecchie conoscenze: Emily, David e Matthew, che hanno partecipato anche l'anno scorso, quindi due "new entry": Julia Hayward ottima giocatrice di Backgammon e plurivincitrice della medaglia d'oro nel "Computer Programming", Vidar Aas, norvegese, campione di Carcassonne che già dall'anno scorso si era appassionato a Vege tables e, infine, Peter Watts, che avevamo già incontrato nel torneo dimostrativo del 2013 (vinto da Emily) e che ha voluto rimettersi alla prova con la versione a due giocatori.


Anche quest'anno è stata usata la variante di gioco "a due", dove la “quota fortuna” è ridotta al lumicino e le doti di memorizzazione, concentrazione e calcolo vengono spremute come limoni, con l'aggiunta di una regola che non impatta sul meccanismo di gioco, ma attenua l'eventuale svantaggio di un giocatore che avesse ricevuto carte particolarmente sfavorevoli.

Prima di dare il via al tempo (si gioca con orologio da scacchi e 15 minuti per giocatore) i contendenti dichiarano "la forza" della loro mano contando il "valore" delle carte ricevute: zero punti per tutte le carte "seme", zero punti per tutte le carte germoglio di cui si possiede anche la relativa carta "seme" e 1 punto per le carte germoglio di cui NON si possiede la carta "seme".

Chi ha il punteggio più alto, ha ricevuto carte più difficili da gestire, quindi gli viene assegnato il diritto di scegliere se vorrà fare la prima mossa o se obbligherà l'avversario (che avrà quindi carte migliori) a partire per primo. Ovviamente la decisione deve essere attentamente ponderata in funzione di ciò che si vede nel pozzo comune e, nei rari momenti in cui mi sono potuto avvenutare tra i tavoli a curiosare, ho sempre visto una corretta gestione di questa nuova regola.

Per gli abbinamenti ho usato ancora un sistema in stile "italo-svizzero" (non sto a spiegarlo, lo scrivo per gli addetti ai lavori) e una ulteriore novità è arrivata sul sistema di spareggio tecnico in caso di parità di punteggio a fine torneo: il confronto del totale dei punti ottenuti in partita è passato in secondo piano rispetto alla valutazione degli scontri diretti. Una modifica importante che avrà dei risvolti significativi a fine gara.


Primo turno che rispetta il pronostico, compresa la vittoria di Matilde, che, rispetto alla giovane età, mi ha dimostrato, in fase di test, una visione di gioco di tutto rispetto.

Ho seguito la fase finale della partita di Stefano che era ormai compromessa e non aveva le carte per vincere contro Matthew, ma avrebbe potuto realizzare molti punti in più, essendo lasciato sfuggire la chiusura di una famiglia proprio all'ultima mossa.

Un errore, e qui mi metto la giacchetta dell'allenatore, che concedendo un paio d'ore in meno al vagabondare per Londra passandole invece ad allenarsi un po', magari non sarebbe sfuggito e forse anche la totalità delle prestazioni dei nostri giocatori avrebbe potuto dare qualche soddisfazione in più sul podio.


Al secondo turno arriva il primo scontro "in famiglia" e Matilde conferma la validità del suo gioco. Papà Michele non le regala nulla e la vittoria della giovane bolognese è tutto merito suo.

James viene fermato da Emily e Matthew si avvantaggia di un turno dal sorteggio fortunato in cui ha evitato i giocatori più forti per scontrarsi col norvegese Vidar, il quale non ha certo ancora l'esperienza necessaria a battere il campione in carica.

David e Stefano vincono al momento giusto, perchè con sei turni di gioco non ci si può permettere di lasciare troppi punti per strada già dopo le prime due partite.


Terzo turno: Matthew dà una brutta botta al morale di Matilde e anche Michele cede con Emily. Solo Stefano tiene il passo vincendo con Vidar mentre Julia realizza il primo punto a spese del povero Peter, che proprio non riesce a entrare in partita.

A questo punto la classifica sta già dando un'idea alquanto realistica del possibile risultato finale, ma siamo solo a metà torneo e ancora tutto può succedere.

Al prossimo turno, lo scontro tra i due a punteggio pieno permetterà di essere ancora più precisi nei pronostici e vedremo se gli italiani sapranno recuperare lo svantaggio.

Solo Vidar e Peter sembrano decisamente tagliati fuori da qualsiasi possibile rimonta, mentre risulta un po' deludente la prestazione di David, che è abituato a ben altri risultati... ma il discorsetto riguardo alla preparazione al torneo vale anche per lui! Ma ne riparlerò nei commenti finali.


Al quarto turno lo scontro al vertice vede nuovamente Matthew vittorioso. 4 su 4 sono davvero un risultato importante e la strada verso la conferma dell'oro è davvero spianata.

Per fortuna gli italiani hanno uno scatto d'orgoglio e portano a casa tre vittorie pulite, addirittura a quota 180 punti per Michele. Bene Stefano che prosegue la striscia positiva dopo il passo falso al primo turno e tutto facile per Matilde contro un David davvero sottotono rispetto al torneo del 2014.

Prima soddisfazione anche per Vidar, che mette a segno un 160 a zero contro Peter, ma è già tardi per sperare di arrivare molto più in alto in classifica.


Al quinto turno però i tre inseguitori di Matthew lo hanno già incontrato e sono stati tutti battuti. Forse l'anno scorso si poteva fantasticare di un passo falso, ma in questa edizione 2015 è già chiaro che Mr. Hatthrell sarà sul gradino più alto del podio.

Il suo amico James, che probabilmente contava anche su Vege tables per raggranellare punti preziosi per il Pentamind, non ce la fa proprio a fermarlo e le sue possibilità di arrivare a medaglia si azzerano.

Matilde conferma che anche una giovanissima giocatrice può arrivare a risultati importanti battendo Stefano e rimettendosi in corsa per una medaglia su cui nemmeno lei, qualche giorna fa, avrebbe puntato un soldino.

Michele rinforza il suo recupero battendo Peter e candidandosi allo scontro con Matthew allì'ultimo turno. Grave battuta d'arresto per Emily, che contro il ben meno quotato Vidar non trova la via della vittoria e mette a rischio la sua posizione in classifica, mentre Julia si toglie la soddisfazione di un altro punto, stavolta contro un David ormai rassegnato.


Ci abbiamo sperato un po' tutti, ma non c'è stato niente da fare: Matthew chiude a punteggio pieno.

Anche Matilde si fa sfuggire la medaglia d'argento andando a perdere proprio con Emily, che la raggiunge in classifica e risulterà quindi avvantaggiata nel confronto dello scontro diretto.

Discorso che vale anche per Stefano, che chiude il torneo con lo stesso punteggio di Emily e Matilde, ma avendo perso con entrambe si troverà al quarto posto.

Tutto sommato diventa un buon risultato il 50% ottenuto da Julia, che speriamo di rivedere l'anno prossimo, mentre sono davvero sotto i loro standard di gioco sia James che David, ma sono abbastanza sicuro che l'anno prossimo si prepareranno meglio.

E' finita. L'arbitro si ritira a compilare classifiche e scartoffie burocratiche. Sono già le 18 e ho preso accordi con gli organizzatori per avere la premiazione già questa sera, quindi ho meno di mezz'ora per presentare i documenti.



Nel primo turno del torneo, e un po' anche nel secondo, l'atmosfera era alquanto rilassata e divertita, con gente che parlava ad alta voce (subito redarguita dal severo arbitro, ovviamente) e che si abbandonava a commenti vari sul gioco in corso: soprattutto i nuovi arrivati, come James Happel, abituato a competizioni (sulla carta) molto più impegnative.

Dal terzo turno in poi la gente ha iniziato a rendersi conto che la questione era più complessa di quel che sembrava. Molto più complessa. E si è iniziato a giocare in un religioso silenzio come nelle migliori tradizioni scacchistiche. Avevano finalmente capito che Vege tables richiede la stessa concentrazione dei più quotati giochi di società.

E con questa considerazione, la medaglia di bronzo conquistata da Matilde Servalli è un orgoglio non solo per mamma e papà, ma anche per me.

Ho "preso le misure" personalmente alla giovanissima giocatrice e ho constatato una visione di gioco nettamente sueriore a quella di molti adulti.

Se avrà la voglia e la costanza di migliorare sotto il profilo della memorizzazione delle carte raccolte dall'avversario, sono sicuro che in un futuro nemmeno troppo lontano potrà sicuramente gareggiare per portare a casa il primo premio.

Sui risultati di Stefano e Michele c'è un po' di rammarico. Quando sono arrivato alla sede di gioco, nella mattinata in cui si sarebbe giocato il torneo di Vege tables al pomeriggio, Matthew, Emily e James si stavano preparando per il torneo.

I nostri erano a spasso per Londra.

L'anno scorso Carlo, le gemelle, Maria e Caterina hanno giocato TUTTI i giorni. E hanno portato a casa ANCHE un argento, con il primo posto sfuggito a Carlo per il solo spareggio tecnico. Non è un caso.

Io che frequento tornei da molti, molti anni, so per esperienza diretta che se vuoi ottenere un buon risultato questo non può prescidere da un minimo di allenamento quotidiano.

Il prossimo anno, se qualcuno vorrà difendere i colori italiani nel torneo di Vege tables, dovrà anche attenersi a un approccio al gioco NON da turista, ma da cosciente giocatore.

A parte ciò, sono stati comunque cinque giorni belli e intensi, in cui ci siamo divertiti, vivendo la vera sensazione di "staccare la spina" dalla vita di tutti i giorni fatta solo di automobile-lavoro-casa.

Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile tutto ciò, primi fra tutti gli organizzatori del Mind Sports Olympiad: Etan Ilfield e Tony Corfe, che col loro staff riescono ogni anno a mettere in piedi una manifestazione ludica in cui, chiunque ne abbia voglia, può misurarsi in decine di giochi contro alcuni dei più forti giocatori del mondo.

Il fatto che il mio Vege tables faccia parte di questo ricco menù, lo considero la ciliegina sulla torta.

Ah, però.