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      Quest'anno mi sono trovato in difficoltà, ma ne sono uscito.

      A causa di ben QUATTRO rinunce dei giocatori già qualificati per il Master, ho rischiato di allestire una manifestazione davvero sottotono per l'importante assegnazione del titolo di "Campione Italiano 2016", poi un'idea si è fatta strada e, verso la fine di aprile, si è concretizzata con una iniziativa che, MOLTO probabilmente, riutilizzerò anche nelle future edizioni.

      Con una denominazione presa spudoratamente a prestito dal mondo scacchistico, quest'anno abbiamo avuto, come prologo alla finale dei Master, il "Torneo dei Candidati": gara riservata ai primi quattro giocatori della "Classifica VPM" a cui si sarebbero uniti i due giocatori con la migliore performance dell'anno, misurata, semplicemente, come differenza tra il VPM a inizio stagione (giugno 2015) e quello dopo il torneo del 24 aprile 2016.

      Il "Torneo dei Candidati", quindi, ha visto lo scontro, in un "1 contro 1" all'italiana tra Marco Ardizzoni, Antonella Nava, Carlo Sgambati, Stefano Cavicchi, Matteo Zanasi e Chiara Gennaro, questi ultimi ammessi per il calcolo della performace di cui sopra.

      Nello spirito del "Highlander", è toccato ad Antonella, ultima classificata con Marco, ma con uno spareggio tecnico sfavorevole, lasciare la finale del Master per unirsi al gruppo del torneo Open.

      Ma questo, dopo la pausa pranzo, di cui potete leggere i dettagli qui.

      Per il pomeriggio la gara inizia a "fare sul serio": dopo la prova a due giocatori, i 5 superstiti si sono uniti ai 3 già qualificati per la finale (Fabrizio Catozzi, campione uscente, Alessandro Gadda, che si è aggiudicato gli ultimi due tornei della stagione e Michele Servalli, vincitore del primo Master nel 2013) e, divisi in due gruppi, si sono sfidati in due appassionanti partite complete con il regolamento 2.0

      Ci sono volute due ore (già perchè una "partita completa" significa 4 manche) e, alla fine, Stefano Cavicchi (che ha battuto Marco, Michele e Matteo) e Chiara Gennaro (che ha superato Carlo, Fabrizio e Alessandro) sono approdati al tavolo finale, per l'ultimo "1 contro 1".

      Lasciatemi anticipare una considerazione che, sì andrebbe in chiusura di questa cronaca, ma per quel momento ho dell'altro materiale.

      Già da molti mesi ho avuto modo di notare la forza di gioco di Chiara. Se teniamo conto del fatto che la sua disabilità non le permette di tenere le carte in mano come qualsiasi altro giocatore, ma che si è organizzata con un sistema "tutto suo" fatto di mazzetti sparsi sul tavolo che alza, abbassa, scruta, valuta, sposta e rivede e dai quali sceglie la carta da giocare, bhè, gente, io non so proprio se ce la farei, a mantenere la visione d'insieme indispensabile a padroneggiare un gioco complesso come VT 2.0

      Ciò su cui ha da migliorare è la gestione della "tensione del torneo". Quel grido "Sono in finale" quando ha vinto il suo tavolo, se per i motivi sopra elencati mi ha emozionato, la mia esperienza mi ha detto subito che tutta la "carica nervosa" si sarebbe spenta da lì a poco.

      E la vittoria finale di Stefano è arrivata, dopo due partite il vecchio Kev è diventato il nuovo Campione Italiano.

      Chiudo questo racconto con le testimonianze dirette dei due finalisti e inizio a prepararmi per Londra.

      Alla prossima.

      Quando ho saputo della possibilità di poter ancora gareggiare per essere a quell'ambito tavolo dei Master di VegeTables, assieme ai più bravi vincitori dei tornei 2016, mi si è riaccesa la speranza!
      Così superata la prima sfida a due giocatori per candidarmi, vennero estratti i componenti dei due tavoli: il mio era un tavolo composto da tre pluripremiati, bravi e temibili. Sinceramente pensai: “ecco, la sfiga ci vede benissimo! non ho nessuna chance”.
      Dopo un lauto pasto, un Lambruschino e quattro risate con i miei amici sfidanti, nel pomeriggio affrontai la Grande sfida. Le prime tre partite mi vedevano in seconda posizione, dovevo vincere l'ultima assolutamente. E il miracolo avvenne! Per mezzo punto mi candidai in finale.
      Urlai dalla gioia: “Sono in finale!!!” e poi la commozione per l'evento mi fece scendere qualche lacrima di gioia. Il mio sfidante era Stefano Cavicchi, con cui avevo perso per soli 10 punti la mattina stessa nella sfida a due, dunque un avversario pericoloso nonostante la sua aria paterna che mi metteva a mio agio.
      La finale stava per cominciare e io nervosissima mi ripetevo gli insegnamenti tattici che avevo appreso durante gli allenamenti precedenti. La prima partita fu senza dubbio equilibrata ma ahimè rimasi senza carte giocabili e la seconda manche mi vide molto svantaggiata già dalle carte iniziali e infatti non riuscii a spuntarla. In verità vi confesso che sono comunque molto felice perché un secondo posto al Campionato italiano ha convinto mia madre a lasciarmi partecipare l'anno prossimo alle Olimpiadi di Londra e con tanto allenamento e passione sono certa che otterrò i risultati sperati!

      Chiara
         

       

      La prima cosa che mi viene in mente, ripensando a freddo ai momenti dopo aver vinto la partita finale, è l’emozione e la gioia di aver raggiunto un traguardo che ricorderò a lungo, e sempre volentieri. Certo, è pur sempre un gioco di carte, non si può neppure lontanamente paragonare ai momenti-chiave di una vita, ma ogni volta che riguarderò la targa leggendo “1° classificato”, sarà una bella carica di morale!
      Una finale che non ti aspetti: due outsider, io e Chiara Gennaro, arrivati al torneo attraverso una preselezione che soltanto per alcune defezioni di altri legittimi titolari è risultato poco selettivo.
      Ciò non toglie tuttavia che il livello degli 8 giocatori arrivati ai due tavoli di semifinale fosse di assoluto valore, con la presenza di tutti gli ultimi vincitori del torneo Master: Michele Servalli (2013), Marco Ardizzoni (2014) e Fabrizio Catozzi (2015). E due di loro, Michele e Marco, erano proprio nel mio tavolo di semifinale, insieme a Matteo Zanasi.
      Raccontare il torneo dal mio punto di vista è abbastanza semplice: dopo un buon allenamento (e la lezione dei tanti errori commessi in passato), mi sentivo in grado di amministrare con la necessaria calma e serenità le varie situazioni in cui ci si può trovare nel gioco. Quindi, grande concentrazione ed attenzione nel cogliere le possibilità di vantaggio quando si verificavano, e mantenere possibilmente un certo “margine di manovra” per non finire nel solco delle mosse obbligate.
      Nel mio tavolo di semifinale, la lotta al vertice è stata fra me e Matteo: dopo le prime tre smazzate, io avevo un solo punto di svantaggio (12-11). Matteo aveva vinto con grande sicurezza la prima partita e la terza (addirittura a carte scoperte!), io la seconda, ma piazzandomi sempre secondo avevo contenuto lo svantaggio. Soltanto Marco e Michele, rispettivamente con 5 e 2 punti, erano matematicamente esclusi. Tutte partite molto ben giocate, senza evidenti situazioni di vantaggio nella distribuzione dei terreni. Alla quarta partita riesco però ad evitare carte troppo slegate nei silos e, nonostante le solite carte terreno “antipatiche”, nel giro di pochi turni riesco a fare un “flash” da 160 a zero! EVVAI! E, memorabile, a Matteo sfugge un incontenibile, ma affettuoso: “BASTARDO!” 
      Alé, finalista! Dopo il terzo posto dello scorso anno (che già mi aveva dato enorme soddisfazione), arrivo a giocarmela addirittura per il titolo.
      Al tavolo finale trovo dunque Chiara Gennaro, che già avevo incontrato in mattinata nel mini torneo di accesso, in una partita equilibratissima, in cui sono riuscito a vincere pur senza chiudere, 110 a 100, grazie ad un bonus famiglia in più.
      E questo stesso equilibrio è rimasto anche nella prima partita di finale. Nel gioco 1 contro 1, la partita può finire per normale chiusura oppure per mancanza di carte giocabili. Ed è ciò che è accaduto in questa gara-1: avendo in mano una situazione “murata” da Chiara (io con un 6-18 e Chiara con un 10-14), ho puntato ad arrivare all’esaurimento delle sue carte giocabili. E così è stato… Partita davvero sfibrante, con gli orologi arrivati a poco più di 2 minuti…
      Gara-2 invece è partita con un mio buon vantaggio iniziale, ma il difficile è stato riuscire a conservarlo. La difficoltà in questo caso veniva dal non avere “muri”, se non uno arrivato verso la fine del primo pozzo, su cui costruire blocchi. Infatti mi era successo spesso in allenamento (anche contro Chiara!), di trovarmi con un discreto vantaggio iniziale, ma che alla fine del primo pozzo, risultava totalmente azzerato.
      Con un paio di misurati azzardi, ho invertito l’alternanza di pescaggio dal pozzo, che dava a Chiara frequenti situazioni di vantaggio, e sono così riuscito a non perdere quella leggera prevalenza che alla fine ha costretto Chiara a giocare le carte chiave. Vittoria!!!
      Un abbraccio liberatorio a Chiara ci ha fatto improvvisamente capire quanta tensione avessimo accumulato. Ma questa è la competizione, e queste emozioni ti danno la misura dell’impegno e delle energie spese, ed esaltano le sensazioni di gratificazione e di soddisfazione che ti travolgono subito dopo il “traguardo”.
      Ed ora guardiamo con altrettanta serenità all’appuntamento olimpico, dove spero di trovare le giuste condizioni di calma e concentrazione, ma sempre senza perdere il gusto del gioco, della sfida e del divertimento!

      Stefano
         

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